sabato 19 dicembre 2009

Come apprendemmo della maturità

di Paolo C.

Ci sono due foto, nel “nostro” sito, curato magistralmente da Franco, che penso vogliano dire ancora molto a ciascuno di noi. La prima è quella di apertura, a colori, sotto i loggiati dello Zucchi: è stata scattata, se non ricordo male, pochi giorni prima dell’inizio della maturità. L’altra è quella in bianco e nero con Marcello e Flavio seduti, con quest’ultimo che ha una radiolina attaccata all’orecchio. E anche qui la maturità c’entra, eccome se c’entra…

Aprile 1980. Siamo tutti maggiorenni e, of course, la gita scolastica la si fa senza i prof. Però siamo bravi: andiamo davvero, tra Toscana e Umbria, a visitare città d’arte. Alloggiamo all’ostello della gioventù di Cortona, per risparmiare: al primo piano i maschietti, al secondo le ragazze, rigorosamente divisi.

Era senz’altro aprile perché all’epoca (non so oggi) le gite a maggio erano vietate. Diciamo intorno al 20-25 aprile, “finestra” entro la quale, novelli Nostradamus, avevamo previsto che sarebbero uscite le materie della maturità.

(Nota tecnica per i lettori più giovani. All’epoca la maturità consisteva in due prove scritte fissate dal ministero e in due orali su materie scelte una dallo studente e una dalla commissione tra quattro fissate dal ministero. L’esame iniziava il primo luglio, le materie erano comunicate verso la fine di aprile. La “finestra”, appunto. Peccato che noi, in quella finestra, avessimo fissato la gita).

L’anno prima erano uscite Italiano e latino come scritti. Siccome greco scritto usciva ogni quattro-cinque anni, ci ritenevamo fortunati: gli scritti erano sicuri –italiano e latino- unica incertezza il poker delle materie orali, tra le quali però si davano sicuri greco e storia, che usciva ad anni alterni con filosofia. Fin qui i bookmakers.

Non esistevano internet, telefonini, palmari e quant’altro. Solo radio e tv. Di qui la scelta di Flavio: portarsi una radiolina per sapere quali materie sarebbero uscite. E così tra Arezzo, Todi, Gubbio ci siamo sciorinati tutti i giornali radio di mamma Rai. Tra affreschi , piazze e sculture ogni tanto qualcuno rivolgeva con gli occhi una domanda muta a Flavio: ancora niente? Niente. Fino alla sera in cui.

Sono le 19, siamo tornati in ostello: chi si sdraia sul letto, chi si rinfresca, chi legge un giornale in attesa di andare a cena, chi scherza, chi suona la chitarra. Flavio si sintonizza sul giornale radio. Tra lazzi e scherzi lui riesce lo stesso ad ascoltare, il volume al massimo. Casino, fino a che la voce gracchia: “Il ministero della Pubblica istruzione…”. Silenzio. Gelo. Oddio. Ghe semm.

Italiano e greco scritti, latino-italiano-storia-scienze orali. Una sequenza che ricorderò sempre, come Zoff-Gentile-Cabrini…

Greco scritto! Greco scritto! Ma avrà letto giusto, quello là della radio? Siamo sicuri? Non c’è un altro notiziario? Andiamo a dare l’annuncio alle ragazze, chissenefrega del divieto di salire. Greco scritto!

Greco scritto! Con questa scelta cadevano anche mesi di strategia nell’organizzare le interrogazioni, tattiche che avrebbero voluto, già alla fine di aprile, abbandonare la letteratura latina per dedicarsi solo a quella greca e, al contrario, buttarsi su versioni e versioni nella lingua di Cicerone salutando con un bel bye bye Tucidide, Senofonte e compagnia bella. Greco scritto!

Dopo cena siamo davanti alla tv: il tg delle 20 non è quello istituzionale? Dirà le cose giuste, magari quei somari del giornale radio hanno sbagliato… Con noi in ostello c’è una classe dell’ultimo anno di un istituto nautico di Napoli: un indirizzo talmente particolare che le loro materie il tg delle 20 manco sa che esistono. Ma loro, da bravi napoletani, la prendono con filosofia: “Vorrà dire che non ci faranno fare l’esame…”.

Noi invece siamo già lì a compilare liste con la sequenza delle materie da portare, in ordine di preferenza, facendo attenzione a mettersi bene d’accordo col “vicino di registro”. Un ragazzo napoletano mi vede col foglietto in mano, si avvicina e mi fa: “Che ci metti ‘n coppa a schedina?”.

2 commenti:

  1. Caro Paolo, collochi bene tra il 20 e 25 aprile. Più esattamente la notizia delle materie giunse il 23, mercoledì. Lo ricordo bene perché quella sera si giocava a Torino un Juventus - Arsenal, semifinale della defunta Coppa delle Coppe. E quando a 1 minuto dalla fine tale Vaessen infilò Zoff di testa sul secondo palo, mi crollò il mondo addosso: eliminati!! A quei tempi piangevo ancora per le sconfitte della Juve! Una compagna di classe mi vide con gli occhi lucidi e, compassionevole, mi chiese: "sei triste perché è uscito Greco!". "No, risposi, perché è uscita la Juve".

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