martedì 24 novembre 2009

Mi raccomando

di Flavio e Marco.

Flavio: Ricordo (ma non nei dettagli) il celeberrimo episodio del furto (anzi, occultamento) del Registro di Classe. Protagonisti: in negativo Marco, in positivo (al solito) prof. F.

Marco: Ehi! Nemmeno di occultamento si trattò, bensì di custodia cautelativa del documento.

Correva l'anno millenovecentosettantanove (ottanta?) e i moti studenteschi agitavano le oziose ore dello Zucchi.
Improvvisamente, quel giorno, di bocca in bocca, corse la notizia di una assemblea immediatmente indetta, importantissima, non derogabile, a difesa impavida delle libertà singole e comuni, un'esplosione di democrazia, l'apoteosi della vis atque vox populorum.
Eppure la becera tirannia della Presidenza voleva impedire l'inarrestabile avanzata del consesso studentesco ordinando il regolare proseguimento della tediosa lezione e F. prestò, novello radetzky, la mente e il corpo all'iniqua reazione.
Mi opposi, fieramente, e, il bene comune anteponendo al mio personale, volli impedire il consumarsi del macabro rito che voleva sopprimere il sussulto del popolo studentesco trionfante.

.......o no.....

Flavio: Marco dimentica però cosa fece F.
Lui era al primo banco davanti alla cattedra.
F. cercò il registro sulla cattedra e nei cassetti e poi disse: "Io esco un minuto; quando torno voglio il Registro al suo posto, chiunque l'abbia nascosto". Diede poi un veloce, impercettibile, panoramico sguardo sulla classe. E alzatosi, prima di arrivare alla porta, aggiunse: "Mi raccomando, Marco".
Che io per anni, e ancora oggi, mi chiedo "Ma come c .. io ha fatto a scoprire il colpevole?".

Marco: orpo!
Questa seconda parte non la ricordavo.

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